25 dicembre 2020 – NATALE DEL SIGNORE
(notte) Is 9,1-6 / Tt 2,11-14 / Lc 2,1-14

 

 

Oggi è nato per voi un Salvatore (Lc 2,11)

L’evangelista Luca (2,1-14) inizia il racconto della nascita di Gesù ricordando il censimento che l’imperatore Cesare Augusto ha fatto di tutto il suo impero. Luca lo ricorda per dirci che Gesù è il centro del tempo e dello spazio. La vita degli uomini e la storia acquistano senso dalla persona di Gesù, perché egli è il nostro Salvatore.
Gesù nasce nella città di Davide in una cornice di povertà. Quando i giorni sono “compiuti”, Maria dà alla luce, come tutte le donne che diventano mamme, il suo figlio. Possiamo pensarla anche lei presa dai dolori del parto, dalla preoccupazione di chi partorisce per la prima volta, dalla debolezza crescente. L’angelo poi offre indizi molto semplici: è un bambino, è avvolto in fasce, è deposto in una mangiatoia; quello era l’ambiente della casa dove stavano gli animali, il più caldo e il più confortevole per una partoriente.
Dio sconvolge sempre i pensieri e le attese degli uomini nei suoi confronti. I segni della sua presenza vanno cercati nella normalità della vita quotidiana: egli vuole essere come noi, amare e soffrire come noi. E so no proprio il pastori a diventare i rappresentanti di un popolo bisognoso di salvezza e i primi ascoltatori della buona notizia. Erano persone considerate impure e marginali dalla società.
Ma è agli ultimi che Dio si rivela, sono gli ultimi che Dio salva. Questa è la grande gioia annunciata. Sì, perché l’annuncio dell’angelo ai pastori è dato come buona notizia: oggi è nato per voi il Salvatore. “Oggi” esprime la fedeltà di Dio, la sua libertà e la sua presenza continua. Colui che è nato, e nasce “oggi” per noi, è il Salvatore. Anche noi “oggi” possiamo fare esperienza dell’amore di Dio che ci salva: in ogni momento e in ogni luogo.

LE MASCHERINE

Giorni fa, una nostra cara amica impegnata in politica per il bene comune, sollecita a donare mascherine per gli operatori sanitari qualora ne avessimo avute in casa.
Ho letto il messaggio e poi accantonato non avendo mascherine a disposizione, anzi, essendo il mio papà ricoverato in ospedale, ne avevo comprate un paio anch’io per poter circolare.
L‘altro giorno, sistemando l’armadietto dei medicinali, mi imbatto in un bustone di carta contenente 7 mascherine chirurgiche. Erano lì da alcuni anni e non mi ricordavo più di averle. Visto che nel pomeriggio dovevo recarmi all’ospedale per il cambio biancheria del papà, ho preso il bustone e l’ho consegnato all’infermiera del reparto che l’ha preso molto volentieri.
Il giorno seguente ci chiama nostra figlia al telefono confidandoci la sua preoccupazione: il lunedì successivo doveva tornare al lavoro, in ufficio, e non riusciva a recuperare mascherine da nessuna parte. Sperava di poter lavorare da casa, ma a causa di alcuni problemi tecnici ai computer non era possibile.
Quando è terminata la telefonata mi sono sentita morire… un pugno nello stomaco: mia figlia incinta di tre mesi, doveva tornare in ufficio senza le dovute protezioni mentre io avevo dato via le mascherine che avevo in casa!
Passato il primo momento di sconforto, io e mio marito ci siamo ripetuti che noi confidiamo nella Provvidenza e che spesso abbiamo sperimentato quel DATE E VI SARÀ DATO…, sicuri che Dio avrebbe provveduto in qualche modo anche questa volta.
Poche ore dopo ci richiama nostra figlia per comunicarci che il problema con il computer sembrava risolto e quindi da lunedì avrebbe iniziato a lavorare da casa !!!
K.


• Commenti a cura di Giovanni C.

 

 

 

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