16 dicembre 2018 – 3a domenica di Avvento
Sofonia 3,14-17 / Filippesi 4,4-7 / Luca 3,10-18

E noi che cosa dobbiamo fare? (Lc 3,14)

 

L’invito alla gioia perché “il Signore è vicino” (2a lettura) e salva il suo popolo (1a lettura) rappresenta la caratteristica di questa terza domenica di Avvento. Quale sia la strada che porta ad una gioia duratura e profonda, perché realizza l’incontro con il Signore, viene indicata nel vangelo: è quella della penitenza e della conversione. La gioia vera è solo frutto di una vita che si è lasciata completamente rinnovare dalla parola di Dio. E la parola di Dio oggi suona conversione. Questa non implica solo un cambiamento di mentalità, di sentimenti, di volontà: trova il suo compimento nell’azione.
È quanto ci testimonia l’odierno brano evangelico: all’invito del Battista a convertirsi, fa subito seguito l’interrogativo della folla che si chiede in che cosa consista la conversione. Essa sta nelle opere dell’amore (v 11), nell’esercitare rettamente la propria professione (vv 12 e 13), nel rispetto degli altri (v 14) e nel tradurre nella concretezza della propria vita le esigenze della parola di Dio. Solo allora la pienezza di vita, che è da Dio, si comunica all’uomo, diventa sicurezza e pace interiore, cioè gioia che riempie l’esistenza.
La parola del vangelo alla domanda “che cosa dobbiamo fare?” dà risposte concrete: diventa invito a ripristinare l’equità, la giustizia, il rispetto degli altri, abbandonando ogni violenza, ogni arroganza. Ci chiama alla solidarietà e alla fraternità. Viviamo nella prossima settimana questi atteggiamenti: rendiamoci solidali e fraterni con ogni persona che incontriamo, in particolare con i più svantaggiati. Che il nostro cuore sia capace di colmare vuoti, disagi; non ci sia spazio per l’indifferenza.

VISITA AI BARBONI

Durante le visite che periodicamente facciamo ad un ritrovo per persone senza fissa dimora, comunemente chiamate ‘barboni’, mi ritrovo a fare i conti con una realtà assolutamente diversa da quella a cui sono abituato. Però, ho capito che non importa tanto quello che sento, quanto amare tutti.
Un giorno, sto per andare a trovarli, ma dentro un dubbio non mi dà tregua: “Servirà veramente quello che faccio? In fondo non è un granché condividere quattro chiacchiere e qualche panino che prepariamo per loro!” Arrivato al ritrovo, cerco però, di seguire un’altra voce che mi dice di avvicinarmi ad un signore dal volto evidentemente triste. È vero, mentre mi raccontava del suo desiderio di farla finita, ascoltarlo e mangiare insieme quell’insignificante panino è l’unico modo che ho per amarlo, però, giunta l’ora di tornare a casa, quel signore mi dà un forte abbraccio e sorridendo mi dice: “Ciò che fate è molto bello e importante per me e per tutti noi”. Il suo saluto mi ha riempito di gioia: ho sentito che l’amore è incredibilmente forte e si serve anche di gesti semplici.
Pedro Cile

 

Statistiche

Visite agli articoli
632922

Chi ci visita?

Abbiamo 133 visitatori e nessun utente online

Template Settings
Select color sample for all parameters
Red Green Blue Gray
Background Color
Text Color
Google Font
Body Font-size
Body Font-family
Scroll to top